IN THE MORNING YOU ALWAYS COME BACK

Cesare Pavese dixit




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la subordonnée


Dibujo de Pablo Picasso

NON HO PERDUTO NULLA

Sono ancora qui, il sole gira
alle spalle come un falco e la terra
ripete la mia voce nella tua.
E ricomincia il tempo visibile
nell’occhio che riscopre la luce.
Non ho perduto nulla.
Perdere è andare di là
da un diagramma del cielo
lungo movimenti di sogni, un fiume
pieno di foglie.

SALVATORE QUASIMODO










Anita Maldere

TU SEI LA TUA PROPRIA SOVRANITÀ



Your own sovereignty it's in the emptiness of this space:

Where you can find the true shapes





Boats at the Sea, W. Turner





http://pajarodechina.blogspot.com/2010/12/vii.html

Morte a Venezia



" [...] Deteniéndose al borde del agua, con la cabeza baja, empezó a dibujar en la arena húmeda con la punta del pie; luego entró en el agua, que en su mayor profundidad no le llegaba ni a la rodilla, la atravesó dudando, descuidadamente, y dejó el banco de arena. Allí se detuvo un momento, con el rostro vuelto hacia la anchura del mar, luego empezó a caminar lentamente, por la larga y angosta lengua de tierra, hacia la izquierda. Separado de la tierra por el agua, separado de los compañeros por un movimiento de altanería, su figura se deslizaba aislada y solitaria, con el cabello flotante, allá por el mar, a través del viento, hacia la neblina infinita. [...] "

La muerte en Venecia, Thomas Mann

APRI GLI OCCHI

E
Verrai

La notte nuda

come un corpo
di donna
moltiplicato per gli specchi

che saranno, informi,

quello que

è
per tuo sguardo

Invisibile

tra le tue ciglia.










W. Kandisnky, Azzurro

Charles BUKOWSKI, As the Poems Go

As the poems go into the thousands you
realize that you've created very
little.

[...]

C. Bukowski

La fatalità delle donne (II)

ALTER EGO


Dal mattino alla sera vedevo il tatuaggio
sul suo petto setoso: una donna rossastra
fitta, come in un prato, nel pelo. Là sotto
rugge a volte un tumulto, che la donna sussulta.

La giornata passava in bestemmie e silenzi.
Se la donna non fosse un tatuaggio, ma viva
aggrappata sul petto peloso, quest'uomo
muggirebbe più forte, nella piccola cella.

Occhi aperti, distesi nel letto taceva.
Un respiro profondo di mare saliva
sal suo corpo di grandi ossa salde: era steso
come sopra una tolda. Pesava sul letto
come chi s'è svegliato e potrebbe balzare.
Li suo corpo, salato di schiuma, grondava
un sudore solare. La piccola cella
non bastava all'ampiezza d'una sola sua occhiata.
A vedergli le mani si pensava alla donna.


CESARE PAVESE









Sherilyn Fenn









ALTER EGO


From morning till evening he saw the tattoo
on his silky chest: a russet woman,
lying concealed in the field of hair. Beneath there was
sometimes chaos, she leapt up suddenly.
The day passed in cursing and silence.
If the woman were no tattoo but
clung alive to his hairy chest, he'd
cry out more loudly in the little cell.

Wide-eyed, he lay silently stretched on the bed.
A deep sealike sigh swelled
the big solid bones in his body: he lay
as on a boat-deck. He rested heavily on the bed
like someone who on waking might jump up.
His body, salted with spray, poured out
sweat full of sunshine. The little cell
was not big enough for a single one of his glances.
His hands showed he was thinking of the woman.


CESARE PAVESE






traduzione al inglese d'origine sconosciuto




Camille Claudel (I) ; la passion de l'ombre et le minimal centimètre



Camille Claudel







Le Vals







L'âge mur

Pathos (I) e Gli occhi (di Modigliani)















Medée
, A. Mucha.



Carlos de Rokha, e la fatalità delle donne (I)


JULIETA O LA CLAVE DE LOS SUEÑOS








*



U
na mujer de champagne me llama desde un sueño
Donde ella con sus ojos me pervierte
Deliciosa es fascinante
Adorable envenenada
Sobre la boca una mancha más negra
Ese gesto que marca sus pasos
De bella condenada a las habitaciones

El Océano en sus manos renueva sus espejos
La vida que yo amo es ésta entre sus brazos.

Carlos de Rokha


*Il bacio della sfinge, Franz Von Stuck

Roberto Bolaño, Sette poemi brevi; poema I

I

Cade febbre come neve
Neve di occhi verdi.

R. Bolaño

I


Cae fiebre como nieve
Nieve de ojos verdes.
R. Bolaño

"E non ho amato mai tanto la vita...!"




Sandro Penna

Era la mia città, la città vuota
all'alba, piena di un mio desiderio.
Ma il mio canto d'amore, il mio più vero
era per gli altri una canzone ignota.

[1938-1955]


























A. Modigliani, Ritratto di donna con cravatta nera, 1917

G. Ungaretti, Tutto ho perduto

Tutto ho perduto dell'infanzia
E non potrò mai più
Smemorarmi in un grido.

L'infanzia ho sotterrato
Nel fondo delle notti
E ora, spada invisibile,
Mi separa da tutto.

Di me rammento che esultavo amandoti,
Ed eccomi perduto
In infinito delle notti.

Disperazione che incessante aumenta
La vita non mi è più,
Arrestata in fondo alla gola,
Che una roccia di gridi.


FOTOGRAFIA


















TINA MODOTTI, Postes con cables, 1924




















EDWARD WESTON, Nude, 1925

Il Trovatore, Verdi; Der Wille zum Glück (II)




fuoco
inverso
all'azione.

Everlasting.

"Der Wille Zum Glück I "


Joan Mirò, Dona, ocell, estels



Lucio Fontana, Concetto Spaziale 1953





http://pajarodechina.blogspot.com/2010/01/xii.html

http://vertigoaniveldelmar.blogspot.com/2009/12/entregarse.html

Lucio Fontana; Concetto spaziale (I)

CONCETTO SPAZIALE

*
*
*
*
*
*

Per te
l'origine
(Anche se il taglio non riesce a stingere,
tutto sarà
rosso)

Cesare pavese, ma non verrà la morte e avrà i tuoi occhi (I)

Sei la terra e la morte.
La tua stagione
è il buio e il silenzio. Non vive
cosa che più di te
sia remota dall'alba.
Quando sembri destarti
sei soltanto dolore,
l'hai negli occhi e nel sangue
ma tu non senti. Vivi
come vive una pietra,
come la terra dura.
E ti vestono sogni
movimenti singuiti
che tu ignori. Il dolore
come l'acqua di un lago
trepida e ti circonda.
Sono cerchi sull'acqua.
Tu li lasci svanire.
Sei la terra e la morte.




Mezzanotte

Nell' angolo del tuo corpo c'è una canzone di solitudine perversa.
Nell' angolo di tuoi occhi c'è uno sguardo di magia.

Nel zigomo della tua guancia non c'è nessuno per vederti.




















Gli uccellini sono i tuoi occhi.
La tua faccia e tutto il tuo sguardo.
Le tue orecchie, ale che imbavagliano il suono di tuoi capelli di conchiglia.
E dopo, dopo di te e del tuo corpo, non ci sono più uccelli. Non ci sono più sogni.
Non esiste una mezzanotte diversa della morte, quieta.

Gli occhi di Modigliani

Gli occhi di Modigliani. Si aprono, come porte chiuse, vecchie.

La notte si sveglia nelle sue pupille.

E grida come se fosse la morte, quella che parla col silenzio.


















Modigliani

L'ORIGINE DEL COSMO

L'ORIGINE DEL COSMO
YVES KLEIN

VERRÀ LA MORTE E AVRÀ I TUOI OCCHI


C. Pavese dixit