IN THE MORNING YOU ALWAYS COME BACK

Cesare Pavese dixit




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NON CAMBIARE UN ATTIMO



Siediti accanto. Raccontami la storia
un'altra volta. Un'altra sera. Un'altra vita.
Ci vuole non dimenticare le parole,
i disegni nati dalle mani,
gli infimi ed straordinari tremori
della voce.
Chiudo gli occhi per vederti meglio.
Voglio le pause, le virgole, gli accenti
esattamente appesi al loro filo,
in aria.
Imparai a nuotare,
nonostante il legno
ed il terrore.
Trovai la fiamma persa
nella notte costante,
a tastoni in un ventre
di balena.
Mi saresti mancato, lo sapeva.
Fino in fondo sapeva
che non avrei potuto
riscattarti.
Ed insisteva, ostinata, e ti pregava
di non cambiare un attimo
quel ordine, quei gesti, quel percorso.
Sono tatuati in me.
Ti porto dove vada.
Guardo il mare in silenzio,
su questa spiaggia vuota.
Il filo sventola ancora.
Raccolgo il tuo viso,
lo accarezzo e lo lascio
andare via in acqua.

GLI STRANIERI


E.T. voleva telefonare a casa sua.
Non c'era casa sua. Lo sai? Non c'era.
Il suo indice puntava verso un luogo.
Non c'era questo luogo. Lo capisci? Non c'era.
Fuori dai luoghi conosciuti, trascinati, subiti.
Un fuori campo non si vede, mai.
S'immagina, soltanto.
Mi sono messa a piangere.
Tu, ti sei messo a ridere.
Per un impossibile contatto.
Ci fu un mare letale fra di noi.
Nuotai fino alla strada.
Annegata. Sparita.
Dicono che mi cerchi, ancora.
Ma io non sono
su nessun elenco telefonico.

CHIUDI GLI OCCHI

L’année dernière à Marienbad, Alain Resnais, 1961

Dove é andato a finire
il mio sguardo
nel deserto di sabbia di tuoi occhi?
Sono un cieco.
Cammino sul vuoto e il buco
della spiaggia,
sui segni inscrutabili e ipnotici
tracciati da una freccia fragile di legno
che diventa implaccabile.
La freccia non mi porta dove sei,
non mi apre la tua porta,
non trovo traduzione. Non c’è vocabolario.
Solo un silenzio struggente, straordinario.
Un desiderio in fuga.
Non posso leggerti, lo sai?
Le tue pupille proiettano
un film in bianco e nero, muto,
che mi é stato vietato.
E qui sono caduto,
in questo abisso dove dura la notte,
dove piove da secoli.
Non muovo la mia bocca,
non avrei nulla a dire.
Sono nudo e scalzo. Sono perso.
Hai lo sguardo blindato.
Sono il povero ignoto che assaggia
i lavori segreti del mistero,
il rumore lontano di un messaggio
che mai sarà concesso
al mendicante,
che ti bacia la fronte e ti richiama:
“chiudi gli occhi, almeno un istante,
perche voglio vederli”
.
Sei la mia straniera
e non riesco a toccarti se ti tocco.
Sei stata dipinta ed esiliata
da un pennello sfuggente.
Siediti. Non lasciarmi affogare.
Chiudi gli occhi clausurati e immensi
che ti furono dati
da un fuggitivo e furibondo Modigliani.

L'ORIGINE DEL COSMO

L'ORIGINE DEL COSMO
YVES KLEIN

VERRÀ LA MORTE E AVRÀ I TUOI OCCHI


C. Pavese dixit