IN THE MORNING YOU ALWAYS COME BACK

Cesare Pavese dixit




"E non ho amato mai tanto la vita...!"




Sandro Penna

Era la mia città, la città vuota
all'alba, piena di un mio desiderio.
Ma il mio canto d'amore, il mio più vero
era per gli altri una canzone ignota.

[1938-1955]


























A. Modigliani, Ritratto di donna con cravatta nera, 1917

G. Ungaretti, Tutto ho perduto

Tutto ho perduto dell'infanzia
E non potrò mai più
Smemorarmi in un grido.

L'infanzia ho sotterrato
Nel fondo delle notti
E ora, spada invisibile,
Mi separa da tutto.

Di me rammento che esultavo amandoti,
Ed eccomi perduto
In infinito delle notti.

Disperazione che incessante aumenta
La vita non mi è più,
Arrestata in fondo alla gola,
Che una roccia di gridi.


Salvatore Quasimodo

THANATOS ATHANATOS


E dovremo dunque negarti, Dio
dei tumori, Dio del fiore vivo,
e cominciare con un no all'oscura
pietra «io sono», e consentire alla morte
e su ogni tomba scrivere la sola
nostra certezza: «thànatos athànatos»?
Senza un nome che ricordi i sogni
le lacrime i furori di quest'uomo
sconfitto da domande ancora aperte?
Il nostro dialogo muta; diventa
ora possibile l'assurdo.

oltre il fumo di nebbia, dentro gli alberi
vigila la potenza delle foglie,
vero è il fiume che preme sulle rive.
La vita non è sogno. Vero l'uomo
e il suo pianto geloso del silenzio.
Dio del silenzio, apri la solitudine.



FOTOGRAFIA


















TINA MODOTTI, Postes con cables, 1924




















EDWARD WESTON, Nude, 1925

Il Trovatore, Verdi; Der Wille zum Glück (II)




fuoco
inverso
all'azione.

Everlasting.

"Der Wille Zum Glück I "


Joan Mirò, Dona, ocell, estels



Lucio Fontana, Concetto Spaziale 1953





http://pajarodechina.blogspot.com/2010/01/xii.html

http://vertigoaniveldelmar.blogspot.com/2009/12/entregarse.html

NON CAMBIARE UN ATTIMO



Siediti accanto. Raccontami la storia
un'altra volta. Un'altra sera. Un'altra vita.
Ci vuole non dimenticare le parole,
i disegni nati dalle mani,
gli infimi ed straordinari tremori
della voce.
Chiudo gli occhi per vederti meglio.
Voglio le pause, le virgole, gli accenti
esattamente appesi al loro filo,
in aria.
Imparai a nuotare,
nonostante il legno
ed il terrore.
Trovai la fiamma persa
nella notte costante,
a tastoni in un ventre
di balena.
Mi saresti mancato, lo sapeva.
Fino in fondo sapeva
che non avrei potuto
riscattarti.
Ed insisteva, ostinata, e ti pregava
di non cambiare un attimo
quel ordine, quei gesti, quel percorso.
Sono tatuati in me.
Ti porto dove vada.
Guardo il mare in silenzio,
su questa spiaggia vuota.
Il filo sventola ancora.
Raccolgo il tuo viso,
lo accarezzo e lo lascio
andare via in acqua.

L'ORIGINE DEL COSMO

L'ORIGINE DEL COSMO
YVES KLEIN

VERRÀ LA MORTE E AVRÀ I TUOI OCCHI


C. Pavese dixit